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E per colazione? Il pelo nell'uovo!

Lord Bonold vi racconta la colazione delle migliori strutture ricettive d'Italia. 

 


È risaputo: la colazione è il pasto più importante della giornata. E a maggior ragione quando si è in vacanza. La prima colazione rappresenta infatti il momento ideale per 'fare il pieno' di tutti quegli elementi nutritivi che serviranno poi per affrontare al meglio la giornata: MAI visitare musei, gallerie, monumenti e chiese senza aver prima ricaricato al massimo - oltre al telefono e alla macchina fotografica - anche voi stessi!

E cosa ci offrono per colazione le strutture ricettive italiane? Il vostro Lord Bonold lo ha chiesto alle eccellenze della ricettività italiana, ovvero a quelle strutture che godono della migliore reputazione online.

Dalle strutture delle Dolomiti fino a quelle della Sicilia, passando per quelle delle città d'arte e delle principali destinazioni balneari, questo post e la relativa infografica vi raccontano le risposte date dalle migliori strutture ricettive d'Italia.

Un primo interessante dato è rappresentato dal rapporto fra le colazioni continentali (con prevalenza di elementi dolci) e le cosiddette colazioni "all'inglese" (quelle con prevalenza di elementi salati quali uova, bacon, salsicce e formaggi).
Dal sondaggio condotto emerge che il 33% dei clienti delle strutture prese in esame, preferisce una colazione all'inglese. Ovvero: un cliente su tre sceglie di iniziare la giornata con alimenti salati.

Il dato non sorprende, soprattutto considerando quanto sostenuto dagli albergatori intervistati: il 71,43% di essi dichiara infatti che, generalmente, a pranzo e a cena i turisti stranieri amano sperimentare e scoprire i gusti della grande tradizione gastronomica italiana, ma colazione preferiscono mantenere le abitudini alimentari dei propri paesi d'origine. E non solo: il 52,38% dei gestori delle strutture incluse nel sondaggio sostiene che anche i turisti italiani, quando sono in vacanza, non disdegnano una colazione che includa anche elementi salati.


Chiedendo quali siano i cibi più consumati a colazione (dando la possibilità di indicarne cinque) si ottiene una TOP FIVE dei cibi più consumati a colazione. 
La frutta fresca è in testa, seguita dalle uova (elemento principe della colazione all'inglese). A scendere troviamo yogurt, brioches, torte, cereali, pane bianco, marmellate, pane integrale, formaggi, prosciutto, pancetta/bacon, miele, verdura, ricotta e salsicce.


Un dato interessante è rappresentato dal fatto che in tutte le strutture prese in esame vengono servite uova. Andando a chiedere quali siano le preparazioni più presenti nelle sale colazione si scopre che in tutti gli alberghi compresi nel campione si servano uova strapazzate. Seguono le uova sode, le uova à la coque e le frittate. In ultima posizione, con misero 28,57%, troviamo le uova alla Benedict (le preferite da Lord Bonold).



Spostando l'attenzione alle bevande calde, sul gradino più alto del podio troviamo il cappuccino, seguito dal caffè americano e dal tè.
E il caffè espresso?
Il simbolo della tradizione italiana, nero come la notte, dolce come l'amore e caldo come l'inferno, scivola in quarta posizione: poco più della metà delle strutture ricettive intervistate lo ha inserito nel novero delle tre bevande calde più consumate.


Nel campo delle bevande fredde a primeggiare sono le arance. L'agrume più amato dagli italiani occupa infatti ben due gradini del podio, con due diverse lavorazioni: spremuta d' arancia al primo posto e succo d'arancia al terzo. In seconda posizione si piazza invece l'esotico sapore del succo d'ananas.


Prendendo infine in esame il servizio di colazione in generale, l'indagine ha messo in luce come, nelle strutture italiane che godono della migliore reputazione, il personale di servizio sia sempre presente in sala durante la prima colazione: in nessuno fra gli alberghi presi in esame è contemplata una colazione interamente a buffet. Nella maggior parte dei casi (76,19%) il personale di servizio si affianca alla presenza del buffet. Nel 23,81% dei casi si registra invece una colazione interamente servita al tavolo.


I dati raccolti da questa indagine delineano una serie di standard qualitativi di alto livello, che contribuiscono all'ottima reputazione che accomuna tutte le strutture prese in esame.
Non a caso la maggior parte degli intervistati (80,95%) sostiene che la qualità della prima colazione contribuisce tantissimo alla buona nomea di un albergo.


I dati raccolti nel corso di questa indagine - riassunti nella seguente infografica - non solo delineano il profilo del servizio di prima colazione così come servito nelle strutture d'Italia più apprezzate dai viaggiatori, ma possono anche rappresentare spunti di miglioramento per tutte quelle strutture ricettive (alberghi, B&B e agriturismi) che volessero elevare gli standard qualitativi del proprio servizio, imitando le migliori strutture d'Italia.



La presente ricerca è stata presentata per la prima volta in occasione di EXPOVO 2016, evento dedicato all’allevamento delle galline ovaiole, alla produzione e al consumo delle uova.





The Shard: l’orgoglio Italiano svetta sul cielo di Londra.

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 Questo post è dedicato alla mia amica Francesca Franco, che, invitandomi ad un magnifico party in occasione del suo XXmo compleanno mi ha dato modo di sperimentare in prima persona The Shard Experience. 
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Con i suoi 310 metri di altezza è il grattacielo più alto di Londra e dell’intera Unione Europea: è lo Shard (letteralmente “la scheggia”) progettato da Renzo Piano. Un punto d’orgoglio per i connazionali del progettista genovese e una meta imperdibile per tutti gli appassionati di architettura contemporanea. Ma anche – e soprattutto – un punto di vista davvero unico per godere di un’indimenticabile vista mozzafiato sull’estensione urbana di Londra.

Dall’osservatorio panoramico noto come The View from TheShard – collocato fra il 69mo e il 72mo piano del grattacielo – sia apre una vista a perdita d’occhio sulla città, con un raggio di oltre 60 chilometri. Da qui il London Eye (la ruota panoramica inaugurata nel 2000) e il ‘Cetriolo’ (The Gherkin) di Norman Forster sembrano davvero i giocattoli di un bambino.

Per raggiungere “The View from The Shard” si utilizzano due diversi ascensori, con cambio all’altezza del 33mo piano. Entrambi viaggiano alla velocità di sei metri al secondo, consentendo di salire dal pian terreno al 68mo piano in un minuto circa (escluso il tempo necessario per il cambio).

Durante la salita, sul soffitto degli ascensori vengono proiettate immagini di celebri edifici londinesi:  l’interno della cupola della Cattedrale di St. Paul, il soffitto di Rubens alla Banqueting House di Whitehall, la scala a chiocciola del Monumento al Grande Incendio, il tetto in vetro del British Museum e la volta della Royal Albert Hall.


 

Lord Bonold all'Aqua Shard
In alternativa alle terrazze panoramiche, vedute altrettanto spettacolari possono essere apprezzate dai bar e ristoranti collocati fra il 31mo e il 33mo piano:  Aqua Shard (cucina britannica gourmet e d’avanguardia) Hutong (cucina orientale) e Oblix (uno dei locali del rinomato chef tedesco Rainer Becker).

Se per i ristoranti è necessario prenotare con largo anticipo, per servizio bar non è prevista la possibilità di effettuare prenotazioni: gli accessi sono quindi subordinati alla capienza dei locali. È richiesto un abbigliamento smart casual.
La vista dall'Aqua Shard
L’ora migliore per sorseggiare un drink sullo Shard è quella del tramonto: quando giorno e notte si danno il cambio va in scena l'indimenticabile spettacolo di Londra all’imbrunire, con le mille luci della città che si accendono una dopo l’altra.
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Una singolare – e altrettanto panoramica – esperienza è offerta dai bagni dei ristoranti dello Shard, perlomeno da quelli dei signori (da vero Travelling Gentleman non  ho avuto modo di verificare se per il gentil sesso è stata predisposta un altrettanto scenica disposizione dei sanitari).
Signori, sappiate che potrete godetevi la vista anche quando la natura chiama!




 

Shopping a Londra? Seguite i consigli di Sua Maestà!



Cosa hanno in comune una bustina di tè Twinings, una candela Price's e una bottiglietta di Angostura Bitters? Sono tutti prodotti approvati dalla Regina d'Inghilterra.
Su tutti e tre compare infatti il Royal Warrant of Appointment, un segno di riconoscimento che contraddistingue persone o società che abbiano fornito in maniera continuativa - almeno negli ultimi cinque anni - beni, prodotti o servizi alla Casa Reale Britannica.
Da sinistra: i Royal Warrants concessi dalla Regina, dal Principe Filippo e dal Principe Carlo.

Attualmente esistono tre diversi tipi di Royal Warrant: quelli concessi da Sua Maestà la Regina Elisabetta II, quelli concessi dal Sua Altezza Reale Filippo, Duca di Edimburgo e quelli emessi da Sua Altezza Reale Carlo, il Principe del Galles. 
Fino al 2007 era ancora possibile imbattersi anche in Royal Warrants concessi dalla Regina Madre (1900-2002), ma ormai sono stati tutti rimossi: l'onorificenza, infatti, decade cinque anni dopo la morte dell'autorità che l'ha concessa.

Oltre alla scomparsa della "fons honorum" concedente, esiste anche un altro motivo che può portare alla rimozione di un Royal Warrant: il prestigioso marchio di qualità viene infatti revocato qualora il rapporto fra la Real Casa e il beneficiario insignito venga ad interrompersi. In questo caso l'ex assegnatario ha dodici mesi di tempo per rimuovere tutte le insegne reali da tutti gli esercizi commerciali così come da tutte le confezioni dei prodotti.
La presenza, l'assenza o la scomparsa dei Royal Warrants sono quindi preziosi indicatori anche  per tutti i turisti che desiderassero visitare il Regno Unito, ed in particolar modo Londra, basando i propri itinerari di shopping sui consigli di Sua Maestà.

Il Royal Warrant sulla facciata di Fortnum & Mason
Un esempio lampante è Harrod's - sardanapalesca meta idolatrata da moltissimi turisti italiani - che ha però perso tutti i suoi distintivi reali. Se siete alla ricerca di un department store approvato da sua Maestà dovrete dirigervi verso Fortnum & Mason (insignito sia dalla Regina che dal Principe Carlo). Detengono Royal Warrant anche John Lewis (che fornisce merceria e prodotti per la casa) e Selfridges (fornitore di beni alimentari e articoli casalinghi). E se siete in cerca di prodotti gourmet, sappiate che la Real Casa annovera fra i suoi fornitori anche Partridges, un vero e proprio "Paese di Bentigodi" per tutti i foodies. Ma se proprio non ce la fate a stare lontano dalla cucina italiana quando siete all'estero, sappiate che il Principe Carlo predilige Carluccio's come fornitore di prelibatezze made in Italy e – in particolare – di tartufi.

Il Royal Warrant all'ingrsso del  
Twinings Tea Shop and Museum
Per una pausa durante il vostro shopping londinese potete sorseggiare un tè al Twinings Tea Shop and Museum.
Ma se avete bisogno di un drink più "sostanzioso" sappiate che nel bar di Sua Maestà non possono mancare Johnnie Walker, Gordon's Gin e Pimm's. Niente birrette però: fra gli oltre ottocento prodotti contraddistinti da Royal Warrants non compare nessuna birra. E allora sidro! In particolar modo il sidro Bulmers, fornitore della Real Casa da più di un secolo (il primo Royal Warrant fu concesso alla ditta Irlandese nel 1911).

Truefitt & Hill: barbieri reali dal 1805 a St. James Street
Avete bisogno di sistemare la barba? Fissate un appuntamento da Truefitt & Hill, lo storico barbershop fondato nel 1805, nella cui lista clienti figurano Charles Dickens, Lord Byron, Oscar Wilde, Alfred Hitchcock, Laurence Olivier, Frank Sinatra, Fred Astaire e Cary Grant. E ovviamente nove (nove!) generazioni di Reali. Attualmente Truefitt & Hill detiene un Royal Warrant concesso da Filippo, Duca di Edimburgo.

Dopo esservi "sistemati il pelo" vi serve un'altra cosa per completare il vostro aspetto da "perfect gentleman": un mazzo di fiori da offrire alla vostra lady. Moyses Stevens, insignito di un Royal Warrant dal Principe Carlo, fa al caso vostro.

L'unico hotel a Londra - e in vero al mondo - che può vantare un Royal Warrant concesso dalla Regina Elisabetta è il Goring Hotel, a pochi passi di Buckingham Palace, celebre anche per essere il luogo dove Catherine Middleton ha trascorso la sua ultima notte da nubile, prima di sposare il Principe William. Nel panorama degli alberghi londinesi anche il Ritz Hotel risulta insignito di un Royal Warrant. Tuttavia l'onorificenza - concessa dal Principe Carlo - riguarda il servizio catering e non quello di ricettività alberghiera.

L'ingresso principale del Goring Hotel.

La lista completa e aggiornata dei detentori di Royal Warrants è pubblicata sul sito della Royal Warrant Holders Association che permette di effettuare ricerche per categoria merceologica, collocazione geografica e autorità conferente.






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